6 novembre – 8 dicembre 2025
MO.CA Centro per le Nuove Culture
Brescia

a cura di Ilaria Bignotti e Camilla Remondina

In collaborazione con il Comune di Brescia

Questa è la prima mostra personale di Abel Herrero (La Habana, Cuba, 1971) nella Città di Brescia, ospitata al MO.CA: centro per le nuove culture che sostiene e divulga ricerche e linguaggi artistici provenienti da geografie culturali diverse e volti a suscitare un intenso dibattito critico attraverso mostre, percorsi ed eventi capaci di coinvolgere e sensibilizzare il pubblico su argomenti, legati al contesto geopolitico e socioculturale contemporaneo.

In questa direzione si colloca la personale “In the Mirror” di Abel Herrero, artista di origine cubana che affronta temi di portata globale attraverso le arti visuali, ma anche la filosofia e la letteratura, affidando alla figurazione il compito di rivelare problemi e inquietudini attuali e portando le sue opere a sperimentare la dimensione monumentale e ambientale.

Nelle Sale Neoclassiche Herrero dispone, come in una litania sintetica, pochi dipinti appositamente concepiti e realizzati in grande formato: tele inedite dominate da volti animali, che l’artista svelerà al momento dell’inaugurazione, ritratti chiamati a interrogarci sulla dimensione etica che stiamo assumendo di fronte alla nostra epoca.

L’allestimento invita il pubblico a prendere parte a una pièce teatrale in cui lo sguardo deve avere la forza di alzare il sipario dell’ipocrisia e della dimenticanza per affrontare direttamente paure e vergogne, mistificazioni e violenze, attraverso il disvelamento dell’immagine.

Anche in questa esposizione è il ritratto il genere d’elezione che per Herrero ha il compito di affrontare tematiche fondamentali e fondative della sua produzione, quali libertà, repressione e violenza.

Il progetto si pone così lungo una strada coerente e di grande riflessione che ha visto un precedente nella mostra Removed realizzata nella sua città natale nel 2017 e accompagnata dal pensiero critico di Demetrio Paparoni ed Eugenio Viola. In quell’occasione Herrero ritraeva su tele di grandi dimensioni i

volti dei più importanti poeti e intellettuali russi perseguitati, umiliati e uccisi dallo Stalinismo negli anni della sua massima ferocia repressiva, tentando di far emergere e mostrare, nella Cuba postsovietica, identità culturali rimaste anonime per sessant’anni, durante la lunga e polverosa censura castrista.

Nella mostra a Brescia Abel Herrero propone un dialogo di sguardi e confidenze tra i soggetti rappresentati nei dipinti e quelli presenti fisicamente nello spazio, proponendo nuovamente il tema del ritratto ma da una prospettiva più antropologica, dalla quale invita a guardarci, a riflettere e rifletterci sulla sottile superficie che ci separa dal non umano.